Vecchia Pescheria Rimini

La Vecchia Pescheria, un salto nel passato

le cantinette della vecchia pescheria di RiminiSono due i cuori pulsanti della movida riminese che, a seconda delle stagioni accendono il divertimento notturno. La zona del porto e Marina centro, con gli street bar e i locali sulla spiaggia, e le piazzette e le viuzze del centro storico dietro la “Vecchia Pescheria Rimini”, oggi conosciuta da tutti i riminesi come “Le Cantinette”, dove ogni sera si ritrovano migliaia di giovani per un aperitivo, un concerto, un incontro.

La vecchia pescheria è il perfetto assemblaggio di arte, fascino della storia e meeting point di tendenza: cantinette, pub, ristorantini, tavoli all’aperto, luci di candele.

Fra piazzette medievali e  vicoli romantici si svolge la vita nottura della gioventù riminese.

la vecchia pescheria di Rimini di notteSi cena sotto le stelle in una piazzetta secolare o si beve un drink, chiacchierando sotto un colonnato candido, tutto succede intorno alla vecchia pescheria (che affaccia su piazza Cavour), con i suoi banconi di marmo settecenteschi.

Qui sono nate le tendenze portate poi in tutta Italia. Dal finger food alle miniportate sui bicchierini e sui cucchiai decorati.

Per chi ha voglia di incontrare e conoscere gente nuova la Vecchia pescheria è l’approdo giusto per dodici mesi all’anno.

Una moda esplosa con l’apertura della sede universitaria di Bologna, che ha portato da tutta Italia oltre 6000 studenti.

Una curiosità per gli amanti della lettura e dei libri: nella poetica piazzetta Gregorio di Rimini è presente il più antico negozio di libri della città. La Libreria Riminese è al numero 4 dove abitava lo studente liceale fuori sede Giovanni Pascoli.

la vecchia pescheria di RiminiLa Vecchia Pescheria Rimini fu eretta sul disegno dell’archittetto Giovan Francesco Buonamici nel 1747, che mise la sua firma anche sulla torre dell’orologio e alla chiesa di S. Bernardino.

All’interno della vecchia pescheria vediamo ancora oggi dei  banconi di marmo dove all’epoca si mostravano le merci da vendere. Quel pesce che ancora oggi i riminesi chiamano le “poveracce”.

Restaurata, diventa il luogo d’incontro dei giovani riminesi.